ASSICUREZZA : Contrasto all'esercizio abusivo dell'attività di vigilanza privata

26 Maggio 2015

Per salvaguardare le Piccole Medie Imprese Mariano Bizzarri Ollandini,  membro della giunta Nazionale di ASSICUREZZA-Confesercenti e responsabile ASSICUREZZA-Confesercenti Toscana Nord , si sta prodigando affinché anche i Prefetti delle Province di Pisa, Lucca e Massa Carrara emettano una circolare, come hanno già fatto i Prefetti di Teramo e Venezia, affinchè siano attivate iniziative finalizzate alla repressione ed al contrasto delle attività di vigilanza privata in difetto di licenza prefettizia e affinché vengano colpite anche le società/utenti che si avvalgono dei servizi da parte degli “abusivi” in quanto corresponsabili.

ASSICUREZZA (Associazione Nazionale delle Imprese di Vigilanza Privata e di Servizi per la Sicurezza facente parte della Commissione Consultiva Centrale per la Sicurezza, di cui all’art. 260 Quater del Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. ) sta portando avanti il contrasto all’esercizio abusivo dell’attività di vigilanza privata perché numerose aziende/cooperative di “portierato” e agenzie di servizi svolgono servizi di vigilanza senza una specifica licenza prefettizia e prive delle necessarie capacità tecnico-professionali, mettendo a rischio il proprio personale, rappresentando un elevato rischio per la sicurezza pubblica e l'incolumità altrui nonché danneggiando i consumatori creando una concorrenza sleale che penalizza il mercato della vigilanza privata.

Visto che in passato , in più di una occasione, le segnalazioni sui servizi di vigilanza svolti, sia di giorno che di notte, da cooperative e società prive di licenza prefettizia non hanno quasi mai riscontrato alcun intervento incisivo delle autorità competenti, da quest’anno è stato deciso che in Italia se un qualsiasi istituto di vigilanza venga a conoscenza di aziende, cooperative o agenzie investigative che svolgono servizi di vigilanza non autorizzati sono tenuti subito a segnalarlo alla locale Questura e, in caso di assenza di immediati accertamenti ed eventuali provvedimenti, sarà girata la segnalazione, tramite un Osservatorio Nazionale che sarà proposto alla Commissione Consultiva Centrale per la Sicurezza, agli uffici preposti del Ministero dell’Interno per accertare le cause dell'eventuale mancato intervento dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza e per contrastare l’esercizio abusivo dell’attività di vigilanza privata, in difetto della licenza prefettizia.

Sotto in allegato trovate la circolare del Prefetto di Teramo, Dott. Valter Crudo, che è anche Presidente della Commissione Consultiva Centrale ex art. 260-quater del regolamento d’esecuzione del T.U.L.P.S.

Approfondimento sui servizi da espletarsi con l'ausilio delle Guardie Giurate

I servizi di vigilanza non armata si devono ritenere assorbiti nel più ampio concetto di servizi di “vigilanza privata“, quindi le relative attività devono essere soggette al previo rilascio di licenza prefettizia ex art. 134 TULPS.

Oggi la normativa, ed ancor di più la giurisprudenza, ha tracciato le linee guida che individuano gli ambiti operativi dei tre segmenti della sicurezza sussidiaria : vigilanza privata, investigazioni e “portierato”.

Ciò che determina la competenza è la finalità del servizio. Ossia:

– se il solo scopo del servizio è impedire che un determinato bene, sia mobile che immobile, venga sottratto o danneggiato, non vi è dubbio che siamo nell’ambito di una attività di vigilanza privata, riconducibile agli Istituti preposti muniti di licenza ex art. 134 TULPS, con servizio da svolgersi nelle modalità che i predisposti regolamenti determinano  (uso di Guardia Giurata con qualifica di incaricato di pubblico servizio e con facoltà di intervenire e bloccare eventuali ladri, obbligo della divisa, ecc.);

– se lo scopo del servizio è “indagini in ambito commerciale” quindi una mera raccolta di informazioni, finalizzata ad individuare le cause che potrebbero determinare nocumento al patrimonio (vedi antitaccheggio), o indagini finalizzate ad individuare gli autori di un furto, ma senza un contestuale intervento di impedimento dell’azione criminosa ( senza quindi un fermo, anche dopo le casse, in caso di furto ma chiedendo intervento di altri soggetti, ad esempio Guardia Giurata, Forze di Polizia, direttore dell’azienda, ecc.), l’attività è riconducibile alle agenzie di investigazione privata, munite di licenza ex art. 134 TULPS;

– se invece un committente intende delegare a soggetti esterni le attività di custodia e controllo del proprio patrimonio, ad esclusione della mera vigilanza (quindi ad esempio: il controllo accessi, il corretto funzionamento di strutture, la spunta durante il carico e scarico di merci, ecc.), allora il servizio potrà essere svolto da qualsiasi società di servizi, non necessitando di specifiche autorizzazioni visto che per svolgere servizi di portierato non occorre la licenza ex art. 134 TULPS. Se tale attività però viene svolta in orari notturni o di chiusura, questa attività potrà essere svolta solo a mezzo di Guardie Particolari Giurate, in quanto è evidente che la finalità è solo quella di vigilanza sui beni, così come previsto dall’Allegato “D” al punto 3.b.1 del DM 269 del 01.12.2010.

Una società che, autorizzata dalla competente Prefettura a svolgere attività investigativa, se svolge attività riservata, ex lege, agli istituti di vigilanza commette un reato visto ch nell’articolo 134 del TULPS coesistono due distinte figure di autorizzazioni, ovvero:

1) quella inerente all’esecuzione di investigazioni o ricerche, nonché la raccolta di informazioni per conto di privati;

2) quella inerente alla vigilanza e custodia di proprietà mobiliari o immobiliari per conto di privati.

Ad esse corrispondono rispettivamente le licenze per:

1) la gestione degli istituti di investigazione privata;

2) la gestione dell’istituto di vigilanza privata.

Coloro i quali, avendo unicamente una delle due licenze, esercitano in qualche modo l’attività inerente all’altra licenza, ancorché temporaneamente, sono passibili del reato previsto dall’art. 134 del TULPS, sanzionato dall’art. 140. Tale reato è certamente catalogabile nei delitti in quanto è prevista, quale sanzione, l’arresto e l’ammenda.

Il contravventore sarà punito, se ritenuto colpevole del reato ascrittogli, con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda da € 206,00 a € 619,00.

Questa è la pena diretta che gli verrà inflitta dal Tribunale in caso di accertamento della violazione in oggetto, però tale sanzione non sarà l’unica che dovrà sopportare: è infatti certo che la Pubblica Amministrazione che ha rilasciato la licenza, leggasi Ufficio Territoriale del Governo, procederà nei confronti del contravventore in base all’art. 10 TULPS, il quale prevede che le autorizzazioni di polizia possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento nel caso di abuso della persona autorizzata.

Solo per onor di cronaca, è bene ricordare che tale articolo è molto utilizzato dalle Prefetture proprio per definire particolari situazioni come ad esempio quando un investigatore privato, a mezzo anche dei suoi collaboratori, svolge, in maniera illecita, il servizio di antitaccheggio nei grandi centri commerciali, nei negozi, nelle boutique, nelle aziende, ecc.

E’ doveroso sottolineare che può esserci “concorso nel reato” da parte del committente visto che in linea generale il concorso di persone nel reato previsto dall’art. 110 del C.P. determina che ciascuna di esse soggiaccia alla pena prevista per il reato commesso o tentato, estendendo quindi al concorrente, ipso iure, la medesima pena dell’agente.

Il committente però concorre nel delitto di cui sopra, in relazione all’art. 110 c.p. solo ed esclusivamente qualora si sia determinato con coscienza e volontà nel compiere il reato e deve essere consapevole dell’illecito che l’investigatore privato stia per commettere e deve volerlo proprio come conseguenza di una sua azione od omissione.

Quindi il committente che con coscienza e volontà concorda con l’investigatore privato lo svolgimento di un’attività illecita concorre con lui nel reato (c.d. concorso psicologico).

All’opposto, l’ignoranza da parte del committente che il soggetto agente abbia compiuto un’azione criminosa, ovvero che lo stesso abbia svolto l’attività di vigilanza senza licenza, non comporta, da parte del committente, quel concorso previsto dall’art. 110 del nostro ordinamento penale.

Non a caso è sempre consigliato inserire nel contratto, stipulato tra committente e appaltatore, la clausola nella quale l’appaltatore afferma di possedere le necessarie autorizzazioni allo svolgimento dell’attività oggetto dell’accordo.

La dottrina vuole che il “concorso necessario” sia prodotto esclusivamente quando più persone devono cooperare per la realizzazione del fatto sussimibile nella norma incriminatrice, non potendo il singolo realizzarla da solo. Per chiarire il concetto, il reato di rissa (art. 588 c.p.) deve esser partecipato da due o più persone (corrissanti), che in questo caso si chiamano appunto “concorrenti necessari”, non potendo ravvisarsi il reato in oggetto nel caso di un solo partecipante.

Il reato di corruzione (art. 318 e 320 c.p.) deve avere, come sopra, la partecipazione necessaria del corruttore e del corrotto quali “concorrenti necessari”; idem nel reato di violenza sessuale di gruppo (art.609 octies c.p.) nel quale la partecipazione deve avvenire da parte di più persone riunite, definite appunto “concorrenti necessari”.

Giunta Nazionale si riunisce alla sede regionale CONFESERCENTI della Lombardia

La Giunta Nazionale di ASSICUREZZA , di cui fa parte anche l'Amministratore Unico del Corpo Guardie di Città Mariano Bizzarri Ollandini Responsabile ASSICUREZZA CONFESERCENTI TOSCANA NORD, si è riunita a Milano alla sede della Confesercenti Lombardia con il seguente Ordine del Giorno : - Rinnovo contratto di lavoro ed inizio o meno della trattativa con i sindacati a seguito della riunione plenaria con le Segreterie Nazionali delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL sui contenuti della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del CCNL che il 29 settembre a Roma sono stati esposti ufficialmente dalle OO.SS - Formazione guardie particolari giurate - Ingresso in Confesercenti di ASSVigilanza e ANIVP annunciato in occasione dell'incontro con i loro associati questa mattina 19.10.2016 presso l'Hotel Touring di via Ugo Tarchetti 2, Milano L’associazione di categoria ASSICUREZZA/Confesercenti è nata per tutelare le PMI del settore sicurezza ed in particolare gli Istituti di Vigilanza Privata. L'associazione ASSICUREZZA/Confesercenti è firmataria del CCNL nazionale di categoria del 2013 ed è presente con propria delegazione nella Commissione Consultiva Centrale presso il Ministero degli Interni oltre ad avere delegati nella Sottocommissione Gruppo Lavoro e Formazione delle Guardie Particolari Giurate.